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Concerto di Natale

Arcipelago Möbius è una composizione per un organico speciale in quanto il trio d'archi al quale si accompagna il clarinetto prevede inusualmente violino, violoncello e contrabbasso.

Il concerto di Natale della Pinacoteca di Brera

In occasione del terzo giovedì musicale e delle festività natalizie, la Pinacoteca di Brera offre ai visitatori un concerto nella splendida sala napoleonica.

PROGRAMMA

Ivan Fedele

La matematica impossibile

(Concerto ritratto e nuova commissione)

Arcipelago Möbius (2004) per clarinetto in Sib, violino, violoncello e contrabbasso

X-tension 2 (2019) (Commissione Music Biennale Zagreb – Cantus Ensemble – Icarus Ensemble con il supporto della Ernst von Siemens Foundation) per pianoforte, percussioni e ensemble

Immagini da Escher (2005) per ensemble

Icarus Ensemble e Cantus Ensemble

Ivan Fedele

Arcipelago Möbius

Arcipelago Möbius è una composizione per un organico speciale in quanto il trio d'archi al quale si accompagna il clarinetto prevede inusualmente violino, violoncello e contrabbasso. La struttura generale si articola in nove isole formali in cui si alternano, secondo criteri ora di continuità ora di discontinuità, diverse combinazioni timbriche dovute non soltanto alla differenziazione dell'organico di volta in volta utilizzato (tutti gli strumenti, tre di essi, coppie e parti solistiche), ma anche in funzione dei registri esplorati. Il richiamo al matematico tedesco Möbius propone il riferimento ad alcune sue rappresentazioni geometriche, quali per esempio il famoso “anello”, che mi sono servite come spunto, metafora, immaginazione. Ecco perché in tutto il pezzo vi è una tendenza allla ciclicità intesa nella sua accezione più lata. Una ciclicità paradossale, che crea intrecci di figure o di timbri tali che, da un punto di vista percettivo, tendano a sfuggire a una nozione di inizio e di fine, ma si pongano invece in una prospettiva ideale di continuità, còlta in istanti precisi ma mai risolta. Sovente clarinetto e trio d’archi si presentano come due entità contrapposte, il che permette, nei momenti d’incontro, che si crei un “corto circuito” il quale assume una funzione di segnale forte, di pivot temporel che, ripetuto nel tempo, scandisce il fraseggio della composizione.

Immagini da Escher

Immagini da Escher è la terza composizione che ho composto negli ultimi anni ? dopo Ali di Cantor per grande ensemble spazializzato e Arcipelago Möbius per clarinetto, violino, violoncello e contrabbasso ? ispirata a principi matematico-geometrico-figurativi. Escher si è servito molto delle rappresentazioni geometriche di Möbius (in particolare del suo famoso “anello”) per realizzare immagini paradossali multidimensionali in cui inizio e fine non sembrano più concetti dotati di senso spaziale, ma appaiono, piuttosto, confinati nella dimensione temporale. In qualche modo precursore delle rappresentazioni frattaliche, Escher realizza rappresentazioni meta-geometriche in cui troviamo spesso il “grande” riflesso nel “piccolo”, così come il dettaglio è sovente specchio della totalità. Da questi presupposti, la composizione, nata come una glossa a Arcipelago Moebius, trae ricchi e abbondanti spunti immaginativi che traslatano i significati geometrico-figurativi nella dimensione estetico-poetica del suono, della sua composizione “genetica” e della sua organizzazione strutturale più ampia. La forma si articola in sezioni che s’innestano l’una nell’altra senza soluzione di continuità psico-percettiva. Si possono identificare tre duo in combinazione tra loro: i due fiati (flauto e clarinetto), i due archi (violino e violoncello) e i due strumenti di risonanza (pianoforte e vibrafono). Dalla fusione di essi così come dalla loro disintegrazione nasce la dialettica di una composizione in continuo divenire concepita, in realtà, senza un inizio e una fine, ma come una serie di istanti di un flusso continuo sul quale il compositore posa di volta in volta la sua attenzione.

X-tension 2
X-Tension 2 è una composizione che si articola in quattro parti, ciascuna dal carattere ben distinto, in cui l’ensemble di dieci musicisti è trattato come un insieme di cinque duo in rapporto dialettico fra loro: flauto-clarinetto, clarinetto basso-fagotto, percussioni-pianoforte, violino-viola, violoncello-contrabbasso. La strategia compositiva si basa su diversi principi di morphing del timbro per mezzo di un’eterofonia estesa per tutta la durata del pezzo. I differenti duo agiscono in modo tale che all’ascolto si identifichino cinque regioni di una mappa complessa, regioni che si contrappuntano non solo nel tempo, ma anche nello spazio, così che i duo vengano identificati come sorgenti di suono diversamente situate. Il processo compositivo si avvale così di plurime rappresentazioni “geometriche” e di proporzioni matematiche, sia in senso diacronico (durate nel tempo), sia in senso sincronico (le relazioni intervallari che costituiscono il timbro). La prima parte si basa su un principio acustico attacco-risonanza che si estende in maniera frattalica (il “piccolo” che si riflette nel “grande” e viceversa) in un vivace gioco di rimandi, di echi e risonanze. Il secondo movimento invece abita le regioni gravi degli strumenti e si sviluppa secondo principi iterativi che mettono in loop figure “telluriche” che si sviluppano intorno alla leading-line del duo pianoforte-percussioni. Nella terza parte un ostinato ritmico nei registri acuti degli strumenti disegna un profilo tagliente e giocoso al tempo stesso, un tintinnio in netta contrapposizione col carattere tenebroso del movimento precedente. Ancora una volta i cinque duo contribuiscono a diverso titolo allo sviluppo del discorso musicale scambiandosi i ruoli di pedale ritmico e di punteggiatura. L’ultimo movimento infine si basa sul principio di risonanza e di distorsione della tessa. Qui è leader il pianoforte (scisso dalle percussioni) che esplora un ampio range frequenziale attraverso figure puntillistiche che lasciano scie sonore agite dagli altri strumenti in tre varianti diverse: semplice risonanza, frammentazione del suono attraverso i pizzicati violenti degli archi

Data Inizio: 19 dicembre 2019
Data Fine: 19 dicembre 2019
Costo del biglietto: € 3
Prenotazione: Nessuna
Luogo: Milano, Pinacoteca di Brera
Indirizzo: via Brera, 28
Città: Milano
Provincia: MI
Regione: Lombardia
Orario: 19.30
Telefono: 02 72263266
E-mail: comunicazione.brera@beniculturali.it