Sabato 28 febbraio 2026 alle ore 20 Semyon Bychkov torna alla Scala alla guida della Czech Philharmonic, che aveva già diretto qui nel 2023 nella Stagione della Filarmonica. Il secondo appuntamento della Stagione Orchestre ospiti propone un programma dedicato a Felix Mendelssohn Bartholdy, Maurice Ravel e Igor Stravinskij.
Direttore principale e musicale della Czech Philharmonic e, dal 1° agosto 2026, Direttore designato dell'Opéra national de Paris – di cui diventerà Direttore musicale a partire dal 1° agosto 2028 – Semyon Bychkov rappresenta da decenni un punto di riferimento nel panorama della direzione d'orchestra.
Al Teatro alla Scala il direttore russo-statunitense debutta nella Stagione 1991-1992. È tornato regolarmente durante gli scorsi anni, sia come direttore d'opera – dirigendo due memorabili produzioni di Elektra (2020) e Tosca (2018) per la regia di Luca Ronconi – sia affrontando un ampio repertorio sinfonico insieme alla Filarmonica della Scala, da Brahms a Haydn, da Berio a Richard Strauss.
Il programma
Il programma accosta la Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90 di Felix Mendelssohn Bartholdy "Italiana" alle musiche tratte da Pulcinella di Igor Stravinskij, balletto con canto in un atto che vede la partecipazione del soprano Stefanie Iranyi, del tenore Eric Finbarr Carey e del basso Jongmin Park.
Protagonista nel ruolo di solista nel Concerto in sol per pianoforte di Maurice Ravel sarà Alice Sara Ott, pianista definita dal Guardian come una «solista superba, abbagliante nella scrittura virtuosistica più estrema della musica, squisitamente delicata nei suoi momenti di tenera quiete». Nella Stagione 2025-2026 è in residenza al Konzerthaus di Berlino, dopo le sue acclamate residenze al Southbank Centre di Londra, a Radio France a Parigi e al Tivoli Vredenburg di Utrecht, esibendosi tra l'altro con la London Symphony Orchestra e la Chicago Symphony Orchestra.
La Sinfonia "Italiana" di Mendelssohn
Un omaggio all'Italia apre il concerto con la Quarta Sinfonia di Mendelssohn Bartholdy, tra le pagine sinfoniche più interessanti della produzione del compositore di Amburgo. È durante il soggiorno nel Belpaese, nel 1831-1832, che Mendelssohn compone la Sinfonia "Italiana", un compendio eccezionale delle suggestioni avute a Venezia, Napoli e Roma, dove il compositore abitava a Piazza di Spagna e, come si evince dalle lettere, si innamorò letteralmente della Trinità dei Monti, del Pincio, del Ponte Nomentano.
Ne risulta una musica luminosa, piena di gioia, come scrive il compositore: «Si tratta della musica più gaia che io abbia composto», carica di quella felicità che travolge l'ascoltatore nell'infuocato incipit dell'Allegro vivace e che domina tutto il movimento, culminando nel celebre Saltarello finale della sinfonia, una tarantella che si dipana a partire dal turbinio di terzine degli archi, fino ai vertiginosi passaggi in staccato dei legni.
Il Concerto in sol di Ravel
Il Concerto in sol di Maurice Ravel, composto tra il 1921 e il 1931, nacque «nello spirito di Mozart e di Saint-Saëns», come dichiarò lo stesso compositore in un'intervista al Daily Telegraph dell'11 luglio 1931, facendo dunque tesoro di una tradizione compositiva la cui eredità poteva ancora, a detta sua, essere valorizzata. Composto da tre movimenti (Allegramente - Adagio assai - Presto), il Concerto in sol rappresenta una pietra miliare del repertorio pianistico, la cui varietà tematica e di carattere viene valorizzata dalla straordinaria ricerca timbrica di Alice Sara Ott.
Pulcinella di Stravinskij
Chiude l'impaginato Pulcinella di Igor Stravinskij, balletto in un atto che include tre solisti vocali. La versione proposta, quella rivista da Stravinskij nel 1965, mantiene le voci previste nella prima del 1920: un soprano (Stefanie Iranyi), un tenore (Eric Finbarr Carey) e un basso (Jongmin Park).
Interessante è la genesi di questo lavoro, il cui titolo completo è "Pulcinella, ballet avec chant en un acte d'après Giambattista Pergolesi": Sergei Diaghilev, impresario dei Ballets russes, sottopose al compositore alcuni lavori di Pergolesi affinché ne ricavasse un balletto basato su un canovaccio napoletano del Settecento. Le indicazioni di Diaghilev furono elastiche riguardo alla realizzazione, e questo permise a Stravinskij di partorire una partitura originale.
Con interventi minimi ma mirati, Stravinskij imprime alle musiche di Pergolesi una cifra profondamente personale, facendo sì che l'aspetto più sorprendente di Pulcinella non stia tanto in ciò che è stato aggiunto o modificato, quanto in ciò che è rimasto praticamente intatto. Le melodie di Pergolesi sono conservate nella loro essenza, e le linee di basso sono in larga misura rispettate. Tuttavia, l'apporto di Stravinskij risulta determinante: se alcuni brani mantengono la struttura originaria, altri vengono radicalmente trasformati, l'orchestrazione è completamente rinnovata, l'armonia è attraversata da dissonanze e note volutamente estranee, mentre la scansione ritmica perde la sua regolarità attraverso accenti spostati, sincopi e improvvise sospensioni del tempo.
Ne nasce così un affascinante intreccio di rimandi e sovrapposizioni, in cui le identità dei due compositori si confondono, rendendo arduo distinguere ciò che appartiene al Pergolesi del Settecento e ciò che è frutto della sensibilità novecentesca di Stravinskij.
Informazioni pratiche
Concerto: Stagione Orchestre ospiti – Czech Philharmonic
Data: sabato 28 febbraio 2026, ore 20
Sede: Teatro alla Scala, Milano
Direttore: Semyon Bychkov
Solista: Alice Sara Ott, pianoforte
Programma:
- Felix Mendelssohn Bartholdy – Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90 "Italiana"
- Maurice Ravel – Concerto per pianoforte in sol maggiore
- Igor Stravinskij – Pulcinella, balletto con canto in un atto (revisione 1965)
- Stefanie Iranyi, soprano
- Eric Finbarr Carey, tenore
- Jongmin Park, basso
Prezzi: da 20 a 110 euro
Info: tel. 02 72 00 37 44
