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Oscura immensità, spettacolo all'Elfo Puccini di Milano

15 gennaio 2013 - Dopo il debutto al Teatro Goldoni di Venezia il 7 novembre scorso, approda all'Elfo Puccini di Milano lo spettacolo teatrale tratto dal romanzo omonimo, riscritto per la scena dall'autore e diretto da Alessandro Gassmann.

Oscura immensità
di Massimo Carlotto
regia 
Alessandro Gassmann

Con
 Giulio Scarpati, 
Claudio Casadio
Scene Gianluca Amodiio - costumi Lauretta Salvagnin
Luci Pasquale Mari - videografie e suoni Marco Schiavoni
Produzione Teatro Stabile del Veneto
 e Accademia Perduta Romagna Teatri


Il romanzo di Massimo Carlotto L’oscura immensità della morte diventa spettacolo teatrale, riscritto per la scena dall'autore e diretto da Alessandro Gassmann. Dopo il debutto al Teatro Goldoni di Venezia il 7 novembre scorso, approda all'Elfo Puccini di Milano da martedì 15 gennaio. In scena, fino al 20 gennaio, vediamo fronteggiarsi un padre-marito che ha perso i suoi cari e il loro assassino, personaggi "dalle molte profondità", affidati a due interpreti d'eccezione: Giulio Scarpati e Claudio Casadio.


Nota dell'autore
Giustizia, vendetta, perdono, pena. Questi sono i temi universali dell'Oscura immensità, un progetto narrativo nato come romanzo e che ora trova una sua articolazione naturale (e molto richiesta) come testo teatrale. Quando venne pubblicato in Italia, il romanzo provocò, nel senso migliore del termine, un intenso e lacerante dibattito tra autore e lettori, che mi ha poi coinvolto nei paesi dove è stato tradotto: Francia, Germania, Stati Uniti...
 In questa pièce, a differenza del romanzo, sono fortemente presenti i sentimenti contrastanti che ho potuto cogliere negli anni.
Oscura immensità non lascia scampo. Alla fine ognuno è costretto a prendere posizione, a non eludere le domande che i due personaggi, Raffaello Beggiato e Silvano Contin, carnefice e vittima, pongono con la forza disarmante dei destini contrapposti e ineluttabili.
 Chi deve perdonare chi ha commesso un delitto e che sta scontando una pena detentiva o è rinchiuso nel braccio della morte? I familiari della vittima o lo Stato? O entrambi?
 La ragione, la politica, la religione, la filosofia non sono ancora riuscite a dare una risposta esauriente e in grado di soddisfare coloro che hanno sofferto il danno irreparabile della perdita di un loro caro, per mano assassina, perché prevalgono sentimenti ancestrali che offuscano, accecano, trasformando l'esistenza in una oscura immensità. 
La nostra società è incapace di lenire il dolore di coloro che hanno subìto tale torto. La comunità in cui vivono tende a escluderli, a condannarli a un ergastolo di dolore, solitudine e livore perché la punizione del reo non è mai soddisfacente.
 La vendetta, la più dura e terribile, rimane come unica soluzione di razionalizzazione del lutto, di possibile via a un futuro diverso. Proprio quella vendetta che porta persone miti ad assistere all'esecuzione di un uomo e a uscire dal carcere con un sorriso stampato sulle labbra. 

Non vi è nulla di inventato nell'Oscura immensità. Per costruire i due personaggi ho incontrato decine di parenti di vittime, di condannati. La necessità di una realtà implacabile, che abbattesse il muro dell'ipocrisia, mi ha costretto a un viaggio nell'oscurità di dolori immensi. 
Solo una signora, dopo aver letto il romanzo, mi ha contattato e mi ha raccontato la sua vicenda di figlia di un uomo buono e amato, ammazzato a pugni da un giovane. Alla fine si sono incontrati, parlati e questa donna ha trovato il coraggio di perdonare e seguire questo giovane assassino nel suo reinserimento sociale.
 Una vicenda umana straordinaria. Una. Perché il cuore spezzato di Silvano Contin è ormai incapace di ritrovare il filo di un'esistenza fondata su valori positivi. Questa è la durissima lezione di queste storie.
 Raffaello Beggiato è l'altra faccia della medaglia. Reo di un delitto odioso ha diritto a una seconda possibilità? La giurisprudenza sostiene che solo lo Stato potrebbe forse dare una risposta sensata a nome della collettività ma escludendo il dolore delle vittime.

Scrivere questa pièce è stata un'avventura professionale e umana importante e coinvolgente. Mi sono ritrovato davanti alla pagina bianca con il timore di "liberare" la carica di emozioni, raccolte negli anni in giro per il mondo. Per fortuna la magia della scrittura teatrale che ti catapulta in un palco immaginario ha estratto parola dopo parola dall'oscura immensità per riuscire a raccontarla.

Massimo Carlotto

INFORMAZIONI:

Dal 15 al 20 gennaio 2013 all' Elfo Puccini (sala Shakespeare), corso Buenos Aires 33, Milano

Orari spettacoli: dal Martedì al sabato ore  20.30, domenica ore 15.30

Biglietteria: tel. 02.0066.06.06

Prezzi: Intero € 30.50 - Martedì € 20 - Ridotto giovani e anziani € 16 - scuole € 12